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Il nostro segretario politico pro tempore
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Partito di ispirazione liberale democratica e sociale

Il nostro segretario politico pro tempore

Salve a tutti! Un saluto cordiale e fraterno a tutti quei cittadini che desiderano, con noi, salvare l’italia dal baratro ed a tutti quelli che vogliono costruire, con noi, un Paese liberale e sociale, fondato sulla competenza, sul merito e sul lavoro.

Libertà Giustizia e Repubblica vuole presentare alla comunità italiana il fondatore del partito, l’avvocato Alexandro Maria Tirelli, studioso del diritto penale e del diritto costituzionale.

Alexandro Maria Tirelli è un avvocato penalista napoletano ma dal punto di vista culturale e filosofico è uno dei figli della grande tradizione liberale dei giuristi e politici piemontesi. egli si ispira al pensiero di Gobetti e Einaudi, oltre che a Benedetto Croce ed al sociologo tedesco Ralf Dahrendorf. Tirelli è stato allievo di Gustavo Zagrebelsky, già professore ordinario di diritto costituzionale presso l’università di Torino e di Sassari, Alla scuola di Zagrebelsky, Tirelli focalizzo’principalmente i suoi studi sul tema del conflitto di attribuzione tra i poteri dello stato e si concentrò altresì sul tema del sollevamento delle questioni costituzionali sulla legge nell’ambito del processo penale.

Il fondatore di L G R , già nel lontano 1992, pubblicò un’ interessante opera di diritto costituzionale intitolata “L’impegno dei giovani per le riforme” con la quale anticipava, in maniera tragicamente attuale, la maggior parte dei nodi che affliggono lo scenario politico odierno, soprattutto egli proponeva i necessari e giusti correttivi istituzionali da apportare al sistema, esercitabili per mezzo dell’introduzione degli strumenti di democrazia diretta finalizzati alla rottura dello stato di stagnazione in cui versa il sistema e la costituzione italiana dei nostri giorni..

Il Tirelli politico affronta in maniera risolutiva l’eterno conflitto che si insinua nelle pieghe di ogni società statuale e organizzata: ovvero, lo scontro fra le ragioni dell’economia e le ragioni dell’uomo. L’avvocato Tirelli si riferisce all’eterna lotta per il primato dell’economia sulla politica e viceversa. A quale forza propulsiva dobbiamo dare la priorità?

Tirelli sostiene che la soluzione metodologica ai problemi che lacerano l’Italia e la società umana più in generale, vada necessariamente individuata nell’introduzione di alcuni strumenti di democrazia diretta nel sistema paese e nell’investimento massivo sullo sviluppo culturale e tecnologico del corpo sociale.

Inoltre, per Tirelli, si rende necessario l’alternarsi ciclico di due tendenze nell’indirizzo politico ed economico del governo: liberismo democratico da una parte e socialdemocrazia dall’altro. La tutela del benessere comune si realizza cioè attraverso un processo bifasico necessario e di lungo periodo , il quale si attua con l’avvicendarsi ciclico di una politica che privilegia lo sviluppo del mercato, ad un’altra che tuteli quelle fasce di popolazione fisiologicamente danneggiate dalle dinamiche del mercato stesso. Prima si accumula ricchezza, poi la si distribuisce. Una regola d’oro che i Governi non dovrebbero mai dimenticare.

Il trattato/manifesto pubblicato dall’avvocato Tirelli nel 1992 testimonia la coerenza della sua passione politica nel corso dei decenni; lo scritto è introdotto da un sapientissimo preambolo dell’economista liberale Ricossa, il suo mentore, che scrisse alcune pagine interessanti e suggestive a prologo dell’opera. Le attività di ricerca del nostro segretario sono largamente incentrate sulle problematiche della politica economica e sullo studio del mondo del lavoro, che va fortemente tutelato, prevalentemente con la forma del contratto a tempo indeterminato. Il contrappeso non potrà che essere l’abolizione della concezione delle imposte ad aliquote progressive.

Non solo libertà dallo Stato, ma libertà nello Stato, quindi, intesa come fine dello scontro tra le categorie, e costruzione della macchina dell’Ascensore Sociale.

Alla carica e alla vitalità di Tirelli, è sotteso un liberalismo moderno e senza compromessi, che ci aiuta a comprendere il motivo per il quale, nel 1999 il giurista abbia profondamente aderito al manifesto intitolato “Dal liberale al libertario” nel quale egli dichiarava che il liberalismo del suo maestro Luigi Einaudi non gli bastava e voleva andare oltre, verso una libertà più compiuta, che tutelasse l’individuo dalle “controindicazioni” del mercato e della globalizzazione.

In effetti, Tirelli si è unito, da giovanissimo, alla scuola politica e culturale degli anni ’80-90 denominata Democrazia liberale, di cui si fecero interpreti in parlamento gli onorevoli Valerio Zanone e Renato Altissimo, entrambi segretari del partito liberale italiano. Tirelli strinse un amichevole collaborazione e amicizia con il compianto Renato Altissimo, allora ministro dell’Industria e della Sanità, prese parte allo staff della sua segreteria politica. Tirelli approfondì inoltre lo studio sul regionalismo fiscale alla scuola del’ex ministro degli Esteri Antonio Martino., da cui ereditò l’amore per l’analisi geo politica e la politica estera.

Oggi la visione del nostro segretario scinde il concetto di “liberalismo” da quello di “liberalismo senza regole”, egli ritiene necessari alcuni importantissimi strumenti correttivi alle dinamiche nefaste del mercato, soprattutto nel campo della Salute Pubblica, dell’Istruzione e della Ricerca scientifica e Tecnologica. Il compito del politico è quello di modellare la comunità, per realizzare il benessere del cittadino da un punto di vista materiale, così da potergli consentire l’evoluzione nelle sue aspirazioni spirituali. In questo senso, l’agenda politica del nostro segretario è la costruzione di un grande argine contro il qualunquismo del movimento 5 stelle e contro l’incompetenza inconcludente di tutta la sinistra italiana, la quale ultima non solo ha smarrito i propri valori genetici, ma si è trasformata in una forza politica di detrimento dell’interesse nazionale, a vantaggio delle lobby delle multinazionali e di Bruxelles.

Tirelli si è dichiarato espressamente contro la moneta unica europea. Secondo il giurista, gli Italiani vivono in un contesto di emergenza epocale. Anche a seguito della pandemia Covid 19, la odierna e improcrastinabile priorità è rappresentata dalla difesa dello stato e della politica, contro gli attacchi delle lobby delle grande banche d’affari e del capitale estero. Lo stato è definito tale, egli ripete, perché è una entità la quale difende i propri confini inviolabili e sacri, batte moneta e decide in piena autonomia le proprie politiche fiscali per il benessere del suo popolo.

Uno stato che rinuncia a tali prerogative finisce di essere stato e diventa fantoccio dei grandi poteri della finanza internazionale, nonché schiavo delle cancellerie di quei paesi che si prefiggono un neocolonialismo in terra d?italia.

La nostra epoca ci ha insegnato una amara lezione: la storia del pensiero, la cultura politica, quella liberale e quella socialdemocratica, sono un grande patrimonio dell’essere umano e di ogni comunità occidentale. L’assunto falso e qualunquista del crollo delle idee e delle ideologia, è solo un diabolico trucco mediatico per ingannare le persone ,e consegnare il Paese ad un ceto politico costituito da incapaci ed ignoranti, gestito da un ristretto nucleo di oligarchi,, che hanno programmato una dittatura fiscale ed un neo radicalismo post comunistoide per controllare le masse .

La Storia è secolare e ci giudicherà, Unitivi a Libertà Giustizia e Repubblica: costruiamo un Paese splendido nel quale vivere insieme liberi e felici.

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    Il nostro segretario politico pro tempore

    Salve a tutti! Un saluto cordiale e fraterno a tutti quei cittadini che desiderano, con noi, salvare l’italia dal baratro ed a tutti quelli che vogliono costruire, con noi, un Paese liberale e sociale, fondato sulla competenza, sul merito e sul lavoro.

    Libertà Giustizia e Repubblica vuole presentare alla comunità italiana il fondatore del partito, l’avvocato Alexandro Maria Tirelli, studioso del diritto penale e del diritto costituzionale.

    Alexandro Maria Tirelli è un avvocato penalista napoletano ma dal punto di vista culturale e filosofico è uno dei figli della grande tradizione liberale dei giuristi e politici piemontesi. egli si ispira al pensiero di Gobetti e Einaudi, oltre che a Benedetto Croce ed al sociologo tedesco Ralf Dahrendorf. Tirelli è stato allievo di Gustavo Zagrebelsky, già professore ordinario di diritto costituzionale presso l’università di Torino e di Sassari, Alla scuola di Zagrebelsky, Tirelli focalizzo’principalmente i suoi studi sul tema del conflitto di attribuzione tra i poteri dello stato e si concentrò altresì sul tema del sollevamento delle questioni costituzionali sulla legge nell’ambito del processo penale.

    Il fondatore di L G R , già nel lontano 1992, pubblicò un’ interessante opera di diritto costituzionale intitolata “L’impegno dei giovani per le riforme” con la quale anticipava, in maniera tragicamente attuale, la maggior parte dei nodi che affliggono lo scenario politico odierno, soprattutto egli proponeva i necessari e giusti correttivi istituzionali da apportare al sistema, esercitabili per mezzo dell’introduzione degli strumenti di democrazia diretta finalizzati alla rottura dello stato di stagnazione in cui versa il sistema e la costituzione italiana dei nostri giorni..

    Il Tirelli politico affronta in maniera risolutiva l’eterno conflitto che si insinua nelle pieghe di ogni società statuale e organizzata: ovvero, lo scontro fra le ragioni dell’economia e le ragioni dell’uomo. L’avvocato Tirelli si riferisce all’eterna lotta per il primato dell’economia sulla politica e viceversa. A quale forza propulsiva dobbiamo dare la priorità?

    Tirelli sostiene che la soluzione metodologica ai problemi che lacerano l’Italia e la società umana più in generale, vada necessariamente individuata nell’introduzione di alcuni strumenti di democrazia diretta nel sistema paese e nell’investimento massivo sullo sviluppo culturale e tecnologico del corpo sociale.

    Inoltre, per Tirelli, si rende necessario l’alternarsi ciclico di due tendenze nell’indirizzo politico ed economico del governo: liberismo democratico da una parte e socialdemocrazia dall’altro. La tutela del benessere comune si realizza cioè attraverso un processo bifasico necessario e di lungo periodo , il quale si attua con l’avvicendarsi ciclico di una politica che privilegia lo sviluppo del mercato, ad un’altra che tuteli quelle fasce di popolazione fisiologicamente danneggiate dalle dinamiche del mercato stesso. Prima si accumula ricchezza, poi la si distribuisce. Una regola d’oro che i Governi non dovrebbero mai dimenticare.

    Il trattato/manifesto pubblicato dall’avvocato Tirelli nel 1992 testimonia la coerenza della sua passione politica nel corso dei decenni; lo scritto è introdotto da un sapientissimo preambolo dell’economista liberale Ricossa, il suo mentore, che scrisse alcune pagine interessanti e suggestive a prologo dell’opera. Le attività di ricerca del nostro segretario sono largamente incentrate sulle problematiche della politica economica e sullo studio del mondo del lavoro, che va fortemente tutelato, prevalentemente con la forma del contratto a tempo indeterminato. Il contrappeso non potrà che essere l’abolizione della concezione delle imposte ad aliquote progressive.

    Non solo libertà dallo Stato, ma libertà nello Stato, quindi, intesa come fine dello scontro tra le categorie, e costruzione della macchina dell’Ascensore Sociale.

    Alla carica e alla vitalità di Tirelli, è sotteso un liberalismo moderno e senza compromessi, che ci aiuta a comprendere il motivo per il quale, nel 1999 il giurista abbia profondamente aderito al manifesto intitolato “Dal liberale al libertario” nel quale egli dichiarava che il liberalismo del suo maestro Luigi Einaudi non gli bastava e voleva andare oltre, verso una libertà più compiuta, che tutelasse l’individuo dalle “controindicazioni” del mercato e della globalizzazione.

    In effetti, Tirelli si è unito, da giovanissimo, alla scuola politica e culturale degli anni ’80-90 denominata Democrazia liberale, di cui si fecero interpreti in parlamento gli onorevoli Valerio Zanone e Renato Altissimo, entrambi segretari del partito liberale italiano. Tirelli strinse un amichevole collaborazione e amicizia con il compianto Renato Altissimo, allora ministro dell’Industria e della Sanità, prese parte allo staff della sua segreteria politica. Tirelli approfondì inoltre lo studio sul regionalismo fiscale alla scuola del’ex ministro degli Esteri Antonio Martino., da cui ereditò l’amore per l’analisi geo politica e la politica estera.

    Oggi la visione del nostro segretario scinde il concetto di “liberalismo” da quello di “liberalismo senza regole”, egli ritiene necessari alcuni importantissimi strumenti correttivi alle dinamiche nefaste del mercato, soprattutto nel campo della Salute Pubblica, dell’Istruzione e della Ricerca scientifica e Tecnologica. Il compito del politico è quello di modellare la comunità, per realizzare il benessere del cittadino da un punto di vista materiale, così da potergli consentire l’evoluzione nelle sue aspirazioni spirituali. In questo senso, l’agenda politica del nostro segretario è la costruzione di un grande argine contro il qualunquismo del movimento 5 stelle e contro l’incompetenza inconcludente di tutta la sinistra italiana, la quale ultima non solo ha smarrito i propri valori genetici, ma si è trasformata in una forza politica di detrimento dell’interesse nazionale, a vantaggio delle lobby delle multinazionali e di Bruxelles.

    Tirelli si è dichiarato espressamente contro la moneta unica europea. Secondo il giurista, gli Italiani vivono in un contesto di emergenza epocale. Anche a seguito della pandemia Covid 19, la odierna e improcrastinabile priorità è rappresentata dalla difesa dello stato e della politica, contro gli attacchi delle lobby delle grande banche d’affari e del capitale estero. Lo stato è definito tale, egli ripete, perché è una entità la quale difende i propri confini inviolabili e sacri, batte moneta e decide in piena autonomia le proprie politiche fiscali per il benessere del suo popolo.

    Uno stato che rinuncia a tali prerogative finisce di essere stato e diventa fantoccio dei grandi poteri della finanza internazionale, nonché schiavo delle cancellerie di quei paesi che si prefiggono un neocolonialismo in terra d?italia.

    La nostra epoca ci ha insegnato una amara lezione: la storia del pensiero, la cultura politica, quella liberale e quella socialdemocratica, sono un grande patrimonio dell’essere umano e di ogni comunità occidentale. L’assunto falso e qualunquista del crollo delle idee e delle ideologia, è solo un diabolico trucco mediatico per ingannare le persone ,e consegnare il Paese ad un ceto politico costituito da incapaci ed ignoranti, gestito da un ristretto nucleo di oligarchi,, che hanno programmato una dittatura fiscale ed un neo radicalismo post comunistoide per controllare le masse .

    La Storia è secolare e ci giudicherà, Unitivi a Libertà Giustizia e Repubblica: costruiamo un Paese splendido nel quale vivere insieme liberi e felici.

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